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Il Quartiere E Il Tour Monteverdino
Il quartiere prende il nome, secondo la tradizione, dal culto del dio
bifronte Giano, da cui la parola del latino arcaico Janua (porta).
Per la sua collocazione ha rappresentato una delle principali porte
naturali di Roma, sia per coloro diretti o provenienti dal mare, sia
per coloro che giungono dal nord lungo la terra ferma.
Da questa naturale collocazione geografica nasce la vocazione europea
del quartiere, che tornerà a svilupparsi in epoca moderna. Le grandi
ville, costruite dal Seicento in poi, diventano il punto di riferimento
della cultura scientifica europea, dal villino Malvasia che servì a
Galileo Galilei per presentare le sue scoperte scientifiche, alle
serre, agli orti botanici ed ai caravanserragli di Villa Doria .
A partire dalla fine del 1800 inizi del '900, partendo dalle pendici
del monte Gianicolo verso Trastevere, si iniziarono a costruire ville e
villini destinati ad una popolazione alto borghese. Solo a partire
dagli anni '20-30 del secolo XX si iniziò la costruzione della parte
più popolosa di Monteverde. Nonostante la forte densità abitativa il
quartiere nel suo complesso mantiene uno dei più alti tassi di zone
verdi per abitante, qui hanno sede i due splendidi parchi di Villa
Sciarra e Villa Doria Pamphilj, quest'ultimo in particolare tra i più
grandi e belli di Roma.
Monteverde si estende su un'altura a circa 80 metri sul livello del
mare, fino agli anni '50 il quartiere rappresentava una zona periferica
della città ideale per "scampagnate", sfruttando sia il colle che le
ampie superfici verdeggianti del Gianicolo, di Villa Sciarra e di Villa
.
Il quartiere si divide in due zone, la vecchia e la nuova separate da
un vallata naturale in cui il regime fascista pensò di far sorgere,
nel 1937 che divideva le due alture le nuove case popolari di Piazza di
Donna Olimpia.
Queste, totalmente diversificate, sia dai villini sia dai fabbricati o
dalle palazzine, sorsero come spettrali torri al centro di un terreno
ancora umido per le acque che vi confluivano e già degradato per la
mancanza di servizi elementari di smaltimento. Pier Paolo Pasolini, che
qui risedette per un periodo, nel suo "ì Ragazzi di vita", ambientato
fra i grattacielî di Donna Olimpia, così li descrive: grandi come
catene di montagne, con migliaia di finestre, in fila, in cerchi, in
diagonali. (P.P. Pasolini, Ragazzi di vita, To 1970, pag. 36).
Queste abitazioni furono deputate ad ospitare coloro che il regime
aveva fatto sfollare dal centro storico, martoriato dai numerosi
sventramenti e specialmente dalla spianata di Borgo, distrutta per far
posto alla gelida Via della Conciliazione.
IL TOUR MONTEVERDINO: Villa Pamphilj, Villa Sciarra, Il
Gianicolo, Il Fontanone, San Pietro in Montorio.
In una mattinata si possono visitare alcuni luoghi magici di Roma tutti
concentrati nel quartiere di Monteverde e, contemporaneamente,
conoscere una delle caratteristiche della nostra città: la quantità
di spazio verde pubblico di cui i cittadini possono godere grazie
soprattutto all’impegno delle giunte comunali succedutesi nel corso
degli ultimi anni.
Questa bella passeggiata può iniziare facendo rifornimento di frutta e
generi alimentari in uno dei mercati più caratteristici di Roma: il
mercato di Piazza San Giovanni di Dio. Un rapido passaggio tra i banchi
offre un colorato e divertente “spaccato” della vita di quartiere.
Proseguendo per la Circonvallazione Gianicolense, dopo circa un
chilometro si arriva al Largo del Bel Respiro da dove si può entrare a
Villa Pamphilj.
Villa Doria-Pamphilj
“La magnificenza classica, l'indispensabile arredo, direi, d'una
famiglia nobile romana era la villa”.
La villa si estende per 180 ettari, storicamente divisa in tre parti,
il palazzo e i giardini, la pineta, e la tenuta agricola, è il più
grande dei parchi romani e una delle "ville" meglio conservate. Una
passeggiata all’interno permette di allontanarsi dai rumori della
città ed immergersi in un mondo di svago e di relax assoluto. Entrando
dalla piazzetta del Bel Respiro con una passeggiata di trenta minuti si
possono visitare monumenti e giardini come il Casino delle Allegrezze,
il Giardino di Delizie, il Giardino segreto, il Casino di Vigna
Vecchia, il Casino Corsini; soprattutto si può godere del silenzio,
fatto insolito considerando che ci troviamo in una zona semicentrale di
Roma, di prati che in primavera si colorano di fiori, di alberi
secolari sparsi un po’ ovunque; il solo “disturbo” è dato dai
numerosi uccelli e dai romani che fanno jogging.
Uscendo dalla Villa dalla parte di San Pancrazio ci si trova in pieno
Monteverde Vecchio, a due passi dal Gianicolo e a quattro passi da
Villa Sciarra.
Orario di apertura: Ott-Feb 7.00-18.00 Mar e Set 7.00-20.00
Apr-Ago 7.00-21.00.
Come arrivarci: entrata più vicina tram 8 + bus 31 (ma
camminare è la cosa migliore); bus 870 entrata S. Pancrazio.
Villa Sciarra
Situata sulle pendici del Gianicolo, incastonata tra i Bastioni delle
Mura Gianicolensi costruite da Urbano II, Villa Sciarra con i suoi
sette ettari e mezzo è una delle ville più piccole e al tempo stesso
una delle più interessanti da un punto di vista botanico e
paesaggistico. Fu George Wurts a darle l'aspetto che più somiglia
all'attuale. Superato il cancello di via Calandrelli ci si immette in
un piccolo slargo, sulla sinistra c'è una bella fontana con motivi
rupestri, abbondanti nella villa. Subito si ha un'idea della ricchezza
della vegetazione e della sua varietà, grandi Cedri, Palme delle
Canarie e palme nane, assieme a Cipressi e Lauri riempiono la villa in
ogni dove. Nel periodo della fioritura le grandi Magnolie colorano
l'ambiente.
Molto caratteristico è il chioschetto dei glicini collocato proprio in
cima alla montagnola vicino il tempietto circolare con una bellissima
cupola in ferro battuto.
Entrando dall'ingresso di Via Dandolo, proprio di fianco alle mura, ci
si imbatte nell'ampia voliera fatta costruire per essere adibita
all'allevamento dei Pavoni Bianchi, tanto che a quei tempi era
conosciuta come la villa dai Pavoni Bianchi e molti dei motivi delle
siepi di bosso sono lavorati proprio a somiglianza di questi animali.
Proprio di fronte alla Voliera c'è un'altra bellissima fontana forse
la meglio conservata, la fontana dei Satiri.
Orario di apertura: 8.00-20.00
Come arrivarci: bus 44, 870.
Il Gianicolo e il Fontanone
Il colle del Gianicolo è una vera e propria montagnola, più alta del
più alto dei famosi sette colli, che si eleva piuttosto bruscamente
sulla riva destra del Tevere.
Consacrato al dio Giano, ha mantenuto nel corso dei secoli il suo ruolo
strategico: l'ultima battaglia per la conquista di Roma si è
combattuta proprio qui, nel 1849, in un fazzoletto di terra tra i
Quattro Venti, il Vascello e Porta San Pancrazio. E quando
l'artiglieria francese poté attestarsi sulla cima dei Gianicolo, fu la
fine della Repubblica Romana.
Da qui si gode la vista più bella della città di Roma: sul lato del
Tevere, all’ombra della statua di Garibaldi, si possono vedere i
monumenti principali spuntare tra le case e i palazzi del centro
cittadino; dall’altro lato svetta la cupola di San Pietro. Mentre si
passeggia tra i busti degli eroi della difesa della Repubblica romana,
a mezzogiorno un colpo di cannone ricorda i luoghi della battaglia:
siete in un luogo suggestivo ed affascinante allo stesso tempo.
Uscendo dalla passeggiata del Gianicolo, scendendo verso Trastevere, si
incontra il Fontanone.
La fontana fu realizzata per volontà di Paolo V Borghese, tra il 1608
e il 1612, da Giovanni Fontana, come grande Mostra dell'Acqua Paola
(antica acqua Traiana), proveniente dal lago di Bracciano.
Nel 1690 il pontefice Alessandro VIII, fece creare davanti alla fontana
il largo piazzale che ancora oggi si può ammirare e fece aggiungere
alla fontana la grande vasca di marmo bianco, realizzata da Carlo
Fontana, che la rese ancora più magnificente. L'acquedotto Paolo
consentì l'ingresso dell'acqua nelle case dei trasteverini, ma l'acqua
non era potabile, tanto che Pasquino suggerisce: Il miracolo è
fatto, o Padre Santo con l'acqua vostra che vi piace tanto, ma sarebbe
il portento assai più lieto se l'acqua la cangiaste in vin
d'Orvieto.
Nel XVII secolo Alessandro VII, volle adibire il giardino alle spalle
della fontana ad Orto Botanico che, nel 1820, papa Pio VII volle
trasferire nel giardino di Palazzo Salviati, ai piedi del Gianicolo.
Proseguendo la discesa verso Trastevere ci si imbatte nella chiesa di
San Pietro in Montorio.
Come arrivarci: bus 870.
San Pietro In Montorio
I lavori di costruzione iniziarono nel 1480 nel luogo dove sarebbe
stato crocefisso l’apostolo secondo una tradizione ormai decisamente
rifiutata; i re di Spagna, proprietari della zona, diedero avvio alla
costruzione della chiesa sui resti di un monastero risalente al IX
secolo.
Il famoso Tempietto del Bramante fu anch'esso ordinato dai re di Spagna
in adempimento di un voto espresso alla nascita del loro primogenito.
Il grande architetto adottò per questo edificio la pianta centrale
facendo chiaro riferimento ai ‘martiria' e ai templi pagani dedicati
ai personaggi mitologici forti ed eroici. Rientrava nella citazione
classica l'uso delle colonne doriche ritenute da Vitruvio, teorico
dell'architettura romana, lo stile più adatto a celebrare la figura
dell'eroe.
Nel disegno originale, il gioco di linee curve del piccolo tempio
doveva essere completato da un chiostro a pianta rotonda, mentre
attualmente la costruzione è collocata in un cortile quadrato
appartenente all'annesso convento francescano.
Il tempietto è uno dei pochi edifici bramanteschi rimasto intatto e
dimostra fino a che punto il grande architetto avesse assimilato le
idee e i canoni dell'architettura classica senza però cedere
all'imitazione.
Da tutto l'insieme spira un senso di straordinaria perfetta armonia
come da qualsiasi tempio classico.
Orario di apertura: 9-12 e 16-18.
Come arrivarci: bus 870.
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